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VERSO UN SISTEMA GIUSTIZIA PIÙ' DEMOCRATICO: APROVATA LA LEGGE IN MATERIA DI RESPONSABILITA' CIVILE DEI MAGISTRATI

Segnaliamo ai lettori che sul sito della Camera dei deputati è disponibile il testo del disegno di legge C.2738, intitolato 'Disciplina della responsabilità civile dei magistrati' (clicca qui per accere al testo del d.d.l. e qui per informazioni sull'iter parlamentare). Il provvedimento - già al centro di un vivace dibattito sui principali quotidiani nazionali - è stato definitivamente approvato dalla Camera il 24 febbraio 2015.

Nota di Baldassare Lauria

Il disegno di legge approvato ieri a Montecitorio riforma la legge Vassalli del 1988, conservando, però, come punto fermo la responsabilità indiretta. Per il cittadino, cioè, sarà impossibile esercitare una rivalsa diretta sul giudice che, a suo dire, si sarebbe macchiato di errore nello svolgere la sua funzione, ma dovrà ricorrere allo Stato. Toccherà, poi, allo Stato, se riterrà di aver constatato la presenza dei margini necessari, muovere l’istanza nei confronti del giudice stesso.

In ogni caso, rispetto alla normativa precedente, le possibilità di presentare ricorso per il cittadino sono più ampie: viene innalzata la soglia economica di rivalsa del danno, con tetto pari alla metà di stipendio del magistrato (in precedenza era un terzo). -  C’è poi la previsione di responsabilità del magistrato sia in caso di grave negligenza e di travisamento del fatto o delle prove, inteso come macroscopico ed evidente, senza richiedere ulteriori indagini in merito. In aggiunta, come detto, si elimina il filtro di ammissibilità dei ricorsi.

Obbligo di rivalsa. Questo istituto consente di chiedere il risarcimento al magistrato nell’arco di un bienniodalla sentenza di condanna, nel caso di sospetta violazione da dolo o negligenza, o, ancora, per diniego di giustizia. Se il dolo viene confermato, la soglia di metà stipendio salta e avviene un risarcimento completo.

Colpa grave. Con la legge Vassalli, la colpa grave era ammessa solo in presenza di affermazione di un fatto inesistente o la negazione dello stesso. Ora, con la nuova norma approvata ieri, la colpa grave potrà scattareanche in presenza di violazione manifesta della legge, del diritto comunitario o in caso di travisamenti. In aggiunta, l’adozione di una misura cautelare fuori dai casi previsti dalla legge, costituirà motivo valido per riconoscere la colpa grave nella condotta del magistrato.

Sul link il documento della Camera dei Deputati in pdf



 

 
   
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